150 anni di Unità sono un magnifico traguardo per una nazione di grandi tradizioni e antica cultura come la nostra. Molti, anche giovanissimi, per questo traguardo hanno lottato, combattuto, pagato prezzi esorbitanti, fino alla morte. Lo dicono le battaglie risorgimentali per l’indipendenza dei nostri territori e per la composizione del nuovo stato. Ma lo proclamano anche i patimenti e le sofferenze di coloro che hanno vissuto l’assurda guerra prodotta dall’ideologia della violenza, che hanno resistito all’occupazione e concorso alla liberazione dell’Italia.
La Repubblica ha significato un nuovo modo di vivere i rapporti sociali e politici mettendo al primo posto il “bene comune”, per la vita e la realizzazione di quelli che sono e di quelli che verranno. Una “Comunità di Cittadini” ha trovato battesimo nella Costituzione: persone che accettano la sfida di essere uguali davanti alla legge e si attribuiscono l’arduo compito della sovranità, di scegliersi dei rappresentanti che governino la nazione e la indirizzino sulle vie dello sviluppo e del benessere.